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Berlino: “No” a bando Ue su motore combustione

BERLINO.  – La Germania dirà no al progetto europeo che accelera lo stop ai motori a benzina, diesel e Gpl. Sul bando della vendita di nuove auto con motore a combustione, “ho deciso che io nel governo, che noi nel governo federale, non accetteremo questa legislazione europea”, ha detto il ministro tedesco delle Finanze, Christian Lindner, parlando a Berlino alla platea della Giornata dell’industria, organizzata dalla Bdi, la Federazione dell’industria tedesca

Il ministro liberale ha di fatto annunciato un veto tedesco sulla decisione presa due settimane fa dal parlamento europeo, che prevede uno stop completo dal 2035 dei veicoli con motori inquinanti. Per l’Ue si tratterebbe di un tassello decisivo del pacchetto Fit-for-55, che punta a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050

Il “no” tedesco, tuttavia, non è per niente certo, visto che il governo di Berlino sembra ancora diviso su come posizionarsi. Una spaccatura non dissimile da quella che si registra nell’esecutivo italiano

A Berlino Lindner ha posto l’accento sul fatto che ci sono alcune regioni del mondo in cui non si potrà introdurre per decenni la mobilità elettrica, suggerendo implicitamente che questo potrà essere un problema per la competitività tedesca. Lindner ha aggiunto che con un divieto, il motore a combustione non sarà sviluppato ulteriormente, almeno non in Europa e in Germania, e si tratterebbe di un errore. Poche ore dopo il suo intervento sul palco, il ministro ha poi spiegato su Twitter che la proposta del parlamento Ue “purtroppo non è tecnológicamente aperta. I carburanti sintetici rappresentano un’opzione neutrale dal punto di vista climatico per il motore a combustione interna, che continuerà a essere utilizzato ancora a lungo a livello globale. Dobbiamo preservare questa strada per i nostri posti di lavoro”

La posizione del ministro Lindner emerge come simile a quella di chi ha criticato in Italia la scelta del parlamento Ue, come nel caso del ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, che ha convocato per mercoledì un tavolo sull’automotive e che in una recente intervista a ‘Il Messaggero’ ha detto che “il voto europeo sull’auto elettrica è una grande delusione, una scelta ideologica. Perché il destino dell’auto non è solo elettrico, a meno che non si voglia fare un regalo alla Cina, che su questo fronte è davanti a tutti”

Lindner e Giorgetti esprimono preoccupazioni comuni di segmenti del mondo produttivo tedesco e italiano, le cui filiere produttive sono profondamente legate proprio nel settore automobilistico

Anche il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha detto la scorsa settimana in merito alla mobilità elettrica che “il principio di neutralità tecnologica, e noi su questo stiamo spingendo moltissimo, ci suggerisce di non cadere in mano a un mercato che non è nostro, che non ci porti ad essere schiavi di altri mercati”, con un chiaro riferimento all’attuale monopolio cinese sulla produzione di batterie elettriche. Cingolani ha aggiunto che “stiamo combattendo per i carburanti sintetici, perché è un modo per ricondizionare un comparto del petrolchimico, che deve trovare strade verdi.”

In Italia si sono invece schierati chiaramente a favore della decisione del parlamento Ue i ministri del Lavoro Andrea Orlando, che parla di un passaggio “inevitabile”, e il titolare delle Infrastrutture Enrico Giovannini, che propone un approccio “olistico” al tema e assicura che la sostituzione di autobus, moto e camion aprirà “a nuove grandi opportunità  di produzione”

In Germania i membri della maggioranza di governo che sostengono apertamente il bando deciso dal parlamento Ue sono soprattutto tra le fila dei Verdi. Come riporta Handelsblatt, la ministra federale dell’Ambiente, la verde Steffi Lemke, ha ad esempio dichiarato oggi che “l’intero governo tedesco” ha concordato “a marzo di sostenere in tutte le sue forme la proposta della Commissione Ue di consentire solo veicoli a emissioni zero a partire dal 2035. I carburanti e-fuel possono eventualmente svolgere un ruolo in veicoli speciali, come ad esempio gli escavatori o i mezzi dei vigili del fuoco”. Sia a Roma che a Berlino il dibattito resta molto aperto